Si è appena conclusa la V edizione del Pdays, lasciando in eredità un’energia che continua a vivere attraverso le idee, i confronti e le relazioni nate e consolidate durante il suo percorso. La risposta entusiasta del pubblico all’area espositiva e la partecipazione attenta e qualificata alle sessioni di lavoro raccontano meglio di qualsiasi parola il valore di un evento che è stato vissuto, animato e costruito insieme da un’intera comunità di professionisti. Un appuntamento che, nel corso di questi dieci anni e attraverso le cinque edizioni realizzate, ha registrato una crescita costante in termini di visitatori, espositori, sponsor e patrocini. Un risultato che il nostro settore della sosta conferma la capacità di attrarre interesse, coinvolgere un numero sempre maggiore di interlocutori e consolidare progressivamente la propria autorevolezza nel panorama della mobilità. Un percorso accompagnato da un programma scientifico sempre più strutturato e qualificato, capace di evolversi insieme alle trasformazioni in atto e di offrire un momento di confronto sui principali temi della mobilità, della sosta e dell’innovazione, coinvolgendo istituzioni, operatori, esperti e cittadini, valorizzando esperienze e punti di vista differenti e arricchendo il dibattito con contributi provenienti da diversi ambiti disciplinari e professionali.

L’efficienza della città contemporanea dipende dalla capacità di integrare e governare i diversi flussi di mobilità: traffico privato, trasporto pubblico, logistica, sharing e micromobilità. In questo quadro, la sosta assume un ruolo centrale, da servizio accessorio a vero strumento posizionato sull’incrocio della rigenerazione urbana. E questa edizione del Pdays ha posto al centro questa evoluzione, promuovendo un confronto su modelli e tecnologie per città più ordinate, accessibili e inclusive, evidenziando come parcheggi e aree di sosta siano ormai elementi strutturali dell’ecosistema urbano. Per lungo tempo la sosta è stata considerata un tema marginale se non un taboo; oggi è invece chiaro che governarla significa incidere sugli equilibri della mobilità, ridurre la pressione del traffico, migliorare la fluidità degli spostamenti e contribuire alla qualità degli spazi urbani. Anche il concetto di parcheggio è cambiato: da semplice contenitore a infrastruttura multifunzionale e integrata, diventando un nodo attivo della rete cittadina. In questo scenario, digitalizzazione e intelligenza artificiale rafforzano la capacità di analisi e supporto decisionale, trasformando i dati della sosta in strumenti utili per orientare le politiche della mobilità urbana.

La sfida che ci attende, oltre alla realizzazione di nuove infrastrutture per la sosta e relativi servizi, sarà quella di progettare e gestire sistemi integrati di sosta intelligenti, in grado di dialogare con tutte le componenti della mobilità urbana. È questa la direzione emersa dal Pdays: un approccio concreto in cui la sosta si afferma come leva strategica per accompagnare il cambiamento, rendere più efficienti gli spostamenti e ristabilire equilibrio negli spazi urbani, con uno sguardo rivolto ai prossimi anni e nel solco dello spirito innovativo che da sempre caratterizza il percorso del Pdays.

Noi tutti appartenenti ad AIPARK siamo pronti, perché il futuro delle città non si attende: si costruisce, si progetta, si attua e si guida nel presente.

Laurence A. Bannerman
Segretario Generale AIPARK

da Newsletter AIPARK num. 6 ǀ Giugno 2026